“Napoli è fritta” a Marina di Stabia

Da un lato il Vesuvio, dall’altro il Faito, in una location che sembra un’oasi nel deserto della triste archeologia industriale lungo la costa tra Oplonti e Stabia. Vi assicuriamo che questa oasi esiste e noi di Taste of Vesuvio siamo felici di esserci stati, perchè la kermesse “Napoli è fritta” è stata l’apoteosi di una delle più succulenti arti culinarie partenopee, quella del fritto.

napoli è fritta marina di stabia yacht club

E’ bastato un giro intorno alla piscina dello Yacht Club di Marina di Stabia, per dare un occhio ai nomi segnalati su ciascun bancone e riuscire perfino a dimenticare quel panorama mozzafiato in cui il Vesuvio si è all’improvviso colorato di un leggero arancio riflesso dal mare al tramonto, proprio mentre l’odore inebriante dell’olio bollente ha dato una scossa all’olfatto (e alla fame!) dei presenti.

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L’evento “Napoli è fritta” è stato organizzato e presentato dal giornalista gastronomo Luciano Pignataro, noto anche per il famoso e omonimo Wineblog e da Maurizio Cortese, aka Corteseway.it. Gli addetti ai lavori sono stati estrapolati tra le migliori realtà friggitorie di Napoli, dintorni e oltre.

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Nomi come Gaetano Genovesi, Concettina ai Tre Santi, la Figlia del Presidente, Di Matteo, Sorbillo, la pizzeria Pepe, Rosso Pomodoro e la Masardona non lasciano per niente indifferenti, alla cui presenza si aggiunge quella di maestri come Giuseppe Pignalosa e Gianfranco Iervolino, ma anche di Guglielmo Vuolo e di Francesco Guida, senza dimenticare Salvatore Impero, Francesco Martucci dei Masanielli, Gaetano e Pasquale Torrente, Pasqualino Rossi, Gianni Breglia e Luca Castellano.

Un elenco di nomi e pizzerie che solo a nominarli viene l’acquolina in bocca!

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Ognuno di loro ha deliziato gli ospiti di “Napoli è fritta” dando il meglio di se. Non solo con il classico “battilocchio” (calzone fritto napoletano), ma anche frittelle, panzarotti e montanare guarnite nelle più svariate maniere. Tanta inventiva, ricerca del gusto, associazioni studiate di ingredienti, senza mai tralasciare la storica e imperiosa tradizione napoletana. Quella che si presenta agli ospiti è una scuola di maestri, che senza mai slegarsi dalle origini, dà vita ogni giorno a qualcosa di nuovo che possa stupire sempre più le generazioni contemporanee, cosi’ affezionate al gourmet e al gusto ricercato.

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E poi rimaniamo così, asciutti asciutti?diceva Pasquale il fotografo in Miseria e Nobiltà…assolutamente no! Il “Napoli è fritta” è stato un evento dove anche le drink-options hanno fatto la loro eccellente figura.

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Per quanto riguarda il vino, era presente il Consorzio Vini del Sannio, che opera dal 1999 tutelando la viticoltura nel territorio sannita, mentre per quanto riguarda la celebre bevanda bionda, c’era Fabio Ditto e la sua Loco for Drink, azienda nota per il lancio della birra artigianale partenopea KBirr. Infatti proprio la lager NATAVOT marchiata con la sagoma di San Gennaro,  è stata la birra protagonista dell’evento, ma non unica, in quanto presente anche un’ interessante scelta sul marchio bavarese Hacker-Pschorr, con le varietà Münchner Hell (lager), Münchner Kellerbier (non filtrata) e la Sternweisse (weiss ambrata).

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La serata procede al meglio e nella cornice al centro del golfo di Napoli, anche noti personaggi come Corrado Ferlaino e Luis Vinicio, apprezzano senza indugi la magia del made in Naples che vien fuori dai pentoloni colmi d’olio bollente, mentre la Kbirr scorre a fiumi nei bicchieri pronti degli ospiti del “Napoli è fritta”…è il delirio del fritto!

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Tutto sembra placarsi finché non arriva il gran finale…Francesco Guida mostra il paradiso ai presenti con una grande uscita di graffe, che luccicano tra le mani curate delle signore della Napoli d’elite, come le stelle nel cielo di quello che qualcuno avrebbe chiamato midsummer night’s dream, perché in effetti questa “Napoli è fritta” è stata davvero il sogno di una notte di mezza estate!

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