Mangiare nell’antica Pompei

Si è appena conclusa la seconda edizione di “Scrigni Vesuviani, luoghi e percorsi insoliti alle falde del vulcano”, ovvero la rassegna di eventi, visite guidate, percorsi storici e naturalistici, dell’area vesuviana.
L’idea, nata l’anno scorso grazie all’Associazione Wesuvio e il blog Pompeiitaly.org, ha come obiettivo la sensibilizzazione degli abitanti alle proprie eccellenze e la curiosità verso gli “oltre Vesuvio” a visitare ciò che è poco conosciuto al turismo di massa e spesso chiuso e non accessibile durante l’anno, un “Maggio dei Monumenti” dell’area vesuviana!

banchetto antica pompei

E visto che noi ci occupiamo di cibo in tutte le sua sfaccettature, non potevamo non partecipare a questi eventi dando il nostro contributo culinario… Perchè anche nell’antica Pompei si mangiava!

Siete curiosi di sapere cosa si mangiava? Noi di Taste of Vesuvio moltissimo! e abbiamo studiato un po’ per capire i gusti dei nostri antenati!

Quello che sappiamo oggi delle tavole di Pompei, ci arriva principalmente dal ricettario di Apicio, un noto gastronomo dell’età Imperiale, che scrisse: “De re coquinaria” da dove possiamo trarre la maggiore conoscenza sulla cucina romana antica.

Anche ai tempi dei romani c’erano tre pasti principali:

jentaculum, prandium e coena.

Il primo pasto a base di pane, formaggio, latte, miele, vino e frutta secca e si consumava molto velocemente, la nostra colazione, praticamente!

In tarda mattinata si faceva un altro spuntino veloce e freddo a base di pesce, pane, frutta, legumi e vino. Ed infine, il pasto più importante della giornata avveniva nel tardo pomeriggio, dopo il bagno alle terme.

La cucina più antica era molto semplice, a base di cereali, legumi, formaggi e frutta. In seguito alla conquista dell’Oriente ne subì la sua influenza sia come ingredienti che come accostamenti.

garum pompei antica

L’ingrediente principale della cucina Romana era il garum una salsa ottenuta dalla fermentazione in sale delle parti di scarto del merluzzo.

Tra gli alimenti di uso quotidiano non mancava mai il pane. Di quest’ultimo sono stati ritrovati resti carbonizzati ed è stato trovato raffigurato in affreschi e basso rilievi.

A Pompei ne esistevano tre tipi:  panis niger, (pane nero) fatto di farine setacciate, panis secundarius, più bianco setacciato più volte e il panis candidus, bianco di farina finissima.

Il pepe, il cumino e il ligustico erano le spezie più usate e i romani erano soliti accostare sapori contrastanti tipo il dolce con il piccante o il dolce con lo speziato.

Frutta e verdura rivestivano un’importanza fondamentale, e sulle tavole dei più ricchi non potevano mancare carne (soprattutto di maiale o agnello) pesce, uova e latte.

Il nutrimento essenziale era rappresentato dalla polenta di frumento,  dai legumi come fave e lenticchie, da ortaggi, e dal farro che poteva essere cotto sia in grani interi, sia macinato, assumendo l’aspetto di ciò che noi chiamiamo farina (da far, farro). La polenta cotta nella pentola di terracotta veniva arricchita con fave, cavoli, cipolle, formaggio e talvolta pezzetti di carne o pesce.

pane pompei antica

Uno dei piatti tipici di Pompei a base di verdure era il fusto di cavolo lessato: le foglie venivano tritate insieme a coriandolo, cipolla, comino, pepe, passito o vino dolce cotto e poco olio. Mentre tra i piatti tipici a base di pesce c’è ne uno che ancora oggi domina le tavole della cucina napoletana: le alicette fritte alla scapece.

Alla fine, come avrete notato, l’antica cucina di Pompei è ancora molto attuale.. infatti abbiamo provato a fare qualche vecchia ricetta da proporvi!

Carpaccio di polpo:

Apicio in  De Re Coquinaria dà la seguente ricette per il carpaccio di polpo: In polipo: pipere, liquamine, lasere inferes.

Vediamo come possiamo rifarla:

Lessare un polpo di circa un kg per circa 45 minuti in abbondante acqua non salata.

Una volta cotto il polpo, scolarlo e lascialo raffreddare conservando un bicchiere dell’acqua di cottura. Una volta freddo, tagliare il polpo a fette sottili. Preparare il condimento: in una ciotola mescolare 1 bicchiere di salsa di soia e 5 cucchiaini di pasta d’acciughe (per sostituire il garum), 1 bicchiere d’acqua di cottura,, abbondante pepe, due spicchi di aglio tritato.

In un piatto alternare le fette di polpo con il condimento e lasciar marinare per almeno due ore. Servire il polpo accompagnato dalla salsa di marinatura.

Alici fritte alla scapece:

Pulire ed eliminare la lisca delle alici (circa 1 kg), infarinarle e friggerle in abbondante olio bollente.

In un’altra padella mettere 6 cucchiai di olio extravergine, l’aglio tagliato a fettine sottili e la menta, far rosolare un po’. Aggiungere l’aceto e spegnere la fiamma. Versare l’olio e l’aceto bollente sulle alici fritte, aggiustare di sale e far riposare un paio di ore prima di servire.


Fonti:
Pompeiitaly.org
– “Usi e Costumi dell’Impero Romano”, della Dott.ssa Anna Esposito
Discipulus.it

Un ringraziamento va anche al Gruppo Storico Oplontino per l’allestimento utile alle foto


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