Le sciocele (o ciocele)

Il baccalà lo abbiamo comprato, per l’insalata di rinforzo teniamo quasi tutto, mancano i dolci?

Eh no, prima dei dolci a tavola bisogna mettere il cosiddetto “spasso”: noci, nocelle, castagne, fichi secchi, datteri, prugne secche, chi più ne ha più ne metta!

Dopo antipasto, primo, secondo, i tantissimi contorni ecco che arriva il cesto con la frutta fresca e con la frutta secca.

A Napoli esiste un termine per indicare tutta la varietà di frutta secca, o meglio più di uno, in base alle zone e all’evoluzione del termine nel tempo: ciocele o sciocele o scioccéle o ancora sciosciole…

frutta sciocele napoli natale tradizione

Le sciocele (o ciocele)

Le origini del nome? Anche in questo caso sono supposizioni, qualcuno infatti dice che sciosciole derivi dal termine “ciocio” ossia sciocco, per indicare appunto la frutta secca, intesa come sciocchezza rispetto al resto del menù natalizio.

Altre versioni, identificano il termine come una onomatopea del rumore che fanno noci e noccioline nel cesto urtando tra di loro, quando si mettono le mani per prenderle.

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Anche per le ciocele troverete piccoli e tradizionali negozi che vendono esclusivamente questi (oltre ai negozi di alimentari o i supermercati). Sacchi di noci, nocciole e castagne. Datteri, prugne e albicocche secche. Fichi, fichi con il cioccolato, fichi ripieni di frutta secca, nocciole ricoperte di cioccolato di ogni tipo.

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E passerete le ore a tavola, magari aspettando la mezzanotte, mangiucchiando una nucella, rompendo le noci, fino a quando non uscirà il tanto atteso vassoio con i dolci!

Buon appetito!


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