La conserva di pomodoro

Noi di Taste of Vesuvio, ormai si sa, siamo un po’ romantici e nostalgici! Ci piace, sì, cucinare, ma soprattutto ci piace scoprire e riscoprire le vecchie tradizioni culinarie, vesuviane e napoletane e una delle più classiche tradizioni dei nostri nonni è la conserva di pomodoro!
L’estate qui da noi è sinonimo di pomodoro fresco, se non si fosse capito amiamo il pomodoro in tutte le sue forme e non ci facciamo capaci che questo miracolo della natura sia solo estivo. Vorremmo portarlo con noi per tutto l’anno e l’unico modo che abbiamo è appunto fare la conserva di pomodoro!
E sì, la possiamo comprare al supermercato…e sì, è una faticaccia…
Ma per un attimo torniamo alla tradizione contadina, ai pomodori raccolti, alla necessità di trovare un modo per conservarli e alla voglia di mangiare il pomodoro della propria terra anche d’inverno e tutto diventa chiaro

conserva pomodoro

Spoiler: questa non è una ricetta, ma semplicemente una rievocazione di profumi tramite i ricordi…

La preparazione delle conserve di pomodori era per i bambini un momento di festa, un po’ come la vendemmia. Ogni membro della famiglia aveva un ruolo. Si comincia con il lavaggio dei pomodori, per poi procedere alla pulizia delle bottiglie e dei barattoli, lavare e asciugare i coperchi, pulire e asciugare il basilico.
Ognuno aveva la sua ricetta. Chi preparava le bottiglie di passato, chi le buatte di pomodori a pezzi (i barattoli), chi faceva un misto, passata più pomodorini a pezzi.
La scelta del pomodoro? Molto dipendeva dalla scuola di pensiero, da quale tipo di conserva di voleva effettuare. Sicuramente il pomodoro San Marzano, per la passata e le buatte, poi i pomodori del piennolo per fare le bottiglie di passata con qualche pomodorino dentro.
Molto era anche in base a ciò che la terra produceva e a ciò che si doveva conservare

conserva pomodoro

Questa tradizione si è tramandata a lungo, anche se non si avevano i pomodori della terra. Mia nonna ad esempio in piena estate, quando i pomodori sono al massimo del loro splendore e del loro sapore, ne faceva una bella scorta per poi procedere alla preparazione della conserva
Ricordo la festa di noi piccoli, quando ci assegnava il “difficile” compito di separare quelli sani da quelli un po’ toccati, da metterli nella vasca per lavarli bene. Poi dovevamo aiutarli a pressare i pomodori con le manine piccole che entravano nel barattolo e a infilare le foglie di basilico nei barattoli e nelle bottiglie.

conserva pomodoro

E la macchina per mettere i tappi alle bottiglie? Quanto avrei voluto usarla, ma niente, non me l’hanno mai fatto fare!

Poi c’è l’ultimo passaggio, ossia la bollitura delle bottiglie e dei barattoli, in pentoloni enormi. Aspettare che si raffreddino per poi fare il conto delle bottiglie che si sono eventualmente rotte o aperte.

E poi conservare il profumo dei pomodori per tutto l’inverno, aspettando con ansia l’arrivo dell’estate per poter riassaporare il pomodoro fresco.

conserva pomodoro

Voi? che ricordi avete legati alla tradizione della conserva di pomodoro?

seguici anche su

facebook social
instagram social
twitter social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *