Birra Jattura – arte, scaramanzia e…un gran successo!

Non vogliamo raccontarvi, bensì farvi vivere o rivivere, per chi c’era, quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, nel cuore di Napoli…la Napoli del presepe, di Benedetto Croce, ma anche dei bassi, quelli che a detta di Filumena Marturano “nun ce sta luce manco a mieziuorno”.

jattura07Siamo in vico dei Maiorani, traversa quasi impercettibile agli occhi dei turisti che affollano San Biagio dei Librai. E’ un martedì pomeriggio apparentemente come gli altri, con i ragazzini che tornano da scuola, le donne del basso che dialogano ad alta voce da un balcone all’altro, qualche scooter che ogni tanto sfreccia tra i palazzi. C’è solo qualcosa che lascia presagire aria di novità. Fuori ad una delle abitazioni che danno sulla strada, c’è un frigo da locale e uno spillatore di birra, due piccoli segni di una serata oltre l’immaginabile.

jattura06Tutto iniziato intorno alle ore 19, quando le luci delle abitazione nel basso di vico dei Maiorani, sono le uniche fonti di luce ad illuminare il passo.
Il basso in questione è quello della signora Titina, che in pieno rispetto della tradizione partenopea, saluta sorridente e invita ad entrare nella sua piccola abitazione, tra le protagoniste indiscusse della serata.
Nella camera da letto tre sagome raffiguranti Salvator Dalì, Wonder Woman e Artemisia Gentileschi, realizzate dall’artista della “vascio art“, Roxy in the Box, ormai un’icona nota e apprezzata della street art dei quartieri partenopei.

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In cucina invece l’artista è la signora Titina, che ci mostra orgogliosa un immenso pentolone di ragù che da solo prende l’intero spazio del piano cottura. Il nostro pensiero è stato “dove e soprattutto come verrà utilizzato?”
La risposta è stata quasi immediata…poco dopo nella zona antistante il basso è stato poggiato il pentolone su una tovaglia natalizia, insieme a due ruoti di friarielli e il pane tagliato.

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Da quel momento in poi manca solo il suono delle campane a festa! La signora Titina prende possesso del pentolone e versa col mestolo il ragù nei cozzetielli di pane, aiutata da altre due donne che completano il tutto con na furchettata ‘e friarielli, distribuendo agli attenti e innamorati ospiti.

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E da bere? Da bere c’è lei!
La regina della serata, la birra Jattura, scotch ale partenopea preparata con metodo artigianale, non filtrata e non pastorizzata. Una produzione di Kbirr, azienda già nota per il lancio della lager Natavot con la sagoma di San Gennaro sull’etichetta.

jattura01Questa volta sulla bottiglia c’è il corno portafortuna, simbolo chiave nella scaramanzia popolare napoletana. Un richiamo forte e chiaro al legame tra i prodotti di Kbirr e la loro napoletanità, intesa soprattutto come tradizione, storia ed evidente senso artistico.
Non meno interessante è il gusto…un sapore molto corposo, caramellato e deciso.

jattura08Fabio Ditto, general manager di Kbirr, spiega all’evento stesso come sia forte il legame del progetto delle sue birre alla città di Napoli. Il lancio di ogni prodotto è sempre inteso come richiamo alla tradizione e all’arte della città.
Dalla lager Natavot conosciuta a luglio nell’atelier di Lello Esposito, si è passati ad uno scenario popolare, quello dei bassi dei quartieri, legato indiscutibilmente alla tradizione scaramantica rappresentata sull’etichetta di Jattura.

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Dunque un evento riuscito e di impatto, che grazie al lancio di un prodotto locale, ha lasciato un messaggio di forte espressione partenopea in un contesto fuori dai soliti schemi.

Quale sarà la location della terza birra…? Lo scoprirete su Taste of Vesuvio!


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